Partito venerdì 30 gennaio con il kickoff del progetto Phoenix.Coin, il programma che nei prossimi mesi vedrà 11 risorse interne impegnate a formarsi e progettare soluzioni reali, potenzialmente integrabili nei servizi del Gruppo e dei nostri clienti, anche attraverso grant e collaborazioni internazionali. Il programma si inserisce in continuità con il percorso sulla Generative AI avviato nel 2025 e rafforza il nostro impegno nel trasformare l’innovazione in valore operativo.
Le stablecoin e le nuove applicazioni della blockchain stanno trasformando radicalmente servizi finanziari, assicurativi, pagamenti, e-commerce e filiere transazionali, unendo pagamenti, regole e fiducia in un’unica infrastruttura digitale globale.
Non si tratta solo di settori in evoluzione ma di un cambiamento strutturale che Phoenix Group – polo integrato di consulenza, corporate finance, innovazione e servizi operativi, attivo dal 2008 al fianco di istituzioni finanziarie, assicurazioni, operatori dei pagamenti e imprese industriali, con una presenza strutturata in Italia, Europa e Stati Uniti – ha toccato con mano in occasione dei recenti Innovation Trip in Silicon Valley, in occasione di confronti diretti con player come Stripe e Solana, con cui il Gruppo Phoenix ha costruito relazioni di alto livello.
Interlocuzioni che hanno confermato quanto questi temi siano ormai centrali, ormai, anche per i clienti istituzionali, non più “solo” ambiti sperimentali ma sempre più infrastrutture digitali strategiche. Per questo Phoenix Group intende non solo farsi trovare pronto ma anticipare impatti e ricadute operative su clienti, partner e prospect, guardando.
In questa ottica ha preso avvio nei giorni scorsi Phoenix.Coin, il nuovo programma del Gruppo dedicato a Stable Coin e Blockchain: progettato dal presidente di Phoenix Group, Giulio Fezzi, il percorso coinvolgerà nei prossimi mesi 11 risorse selezionate su base volontaria, suddivise in due gruppi eterogenei per esperienza, competenze, seniority.
L’obiettivo è quello di passare dall’analisi alla progettazione di soluzioni reali, potenzialmente integrabili nei servizi del Gruppo e dei nostri clienti, anche attraverso grant e collaborazioni internazionali, incluso il canale privilegiato con la Solana Foundation.
Operativamente, il progetto prevede un momento di analisi degli scenari applicativi rilevanti, come pagamenti, treasury, merchant services, trade finance, loyalty e micropagamenti, la selezione e lo sviluppo di uno o più use case concreti, potenzialmente integrabili nei servizi del Gruppo o dei clienti e la produzione di un deliverable operativo finale da presentare al management Phoenix a fine settembre 2026.
Phoenix.Coin è erede del Phoenix.AI Program, iniziativa che da gennaio a dicembre 2025 ha coinvolto ben 43 risorse – tra profili junior e middle – che, anche in questo caso, hanno lavorato alla progettazione di casi d’uso concreti, con un obiettivo ben chiaro: comprendere e applicare l’IA per ottimizzare i processi aziendali e sviluppare competenze e conoscenze effettivamente spendibili nel mercato odierno. Due progetti diversi quindi, ma un percorso comune, che parte dal bisogno dei cliente e dalle necessità di mercato per arrivare a soluzioni reali e pragmatiche.
Entrambi i programmi sono frutto delle collaborazioni costanti e di alto livello che il Gruppo ha creato in questi anni in ambito internazionale, con occhio di riguardo agli Stati Uniti e alla Silicon Valley.
Stablecoin e blockchain, lo scenario globale e italiano – I dati appena pubblicati dall’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano (https://www.osservatori.net/blockchain-web3/) che ha mappato la crescita globale della blockchain nel 2025 guardando alla maturità del mercato tra sperimentazione e scalabilità, ci dicono – in sintesi – che a livello globale sono 378 i nuovi progetti attivi in ambito blockchain e stable coin, in crescita del 27% rispetto al 2024. Cresce soprattutto il mondo delle stablecoin, che a fine 2025 hanno raggiunto una capitalizzazione complessiva di 310 miliardi di dollari (+50%) e le tante iniziative di tokenizzazione di asset finanziari, ancora prevalentemente in fase sperimentale. Il 73% dei progetti riguarda il settore finanziario, che si conferma motore di sviluppo.
Lo scenario cambia sul fronte italiano, dove il mercato blockchain ha registrato una leggera decrescita: nel 2025, il fatturato generato dalla vendita di servizi e dalla realizzazione di progetti blockchain B2B nel nostro paese è di 38 milioni di euro, in calo del 5% rispetto al 2024. In linea con la tendenza internazionale, il settore finanziario è il principale ambito di investimento, in cui si concentra circa il 62% della spesa, mentre altri comparti faticano a sviluppare progetti di scala significativa.
«Formarsi, leggere lo scenario globale e europeo, dare concretezza con applicazioni scalabili ed essere d’impatto sui clienti con proposte e risposte efficaci ai bisogni correnti. Lo abbiamo fatto con soluzioni GenAI nel 2025, avviamo oggi il programma di sviluppo hands-on Phoenix.Coin su applicazioni stablecoin e blockchain, che toccano da vicino i nostri mondi dei financial services e dei pagamenti. Forti di quanto raccolto nei nostri Innovation Trip in Silicon Valley e dei confronti diretti con player come Stripe e Solana, con cui abbiamo costruito relazioni di alto livello, proseguiamo nell’impegno di trasformare l’innovazione in valore operativo», il commento del presidente di Phoenix Group, Giulio Fezzi che ha tracciato il percorso del programma.


